“L’uomo e la bestia”

È nella profonda e misteriosa foresta

che lo spirito bestiale dell’uomo si desta,

come di evoluzione e progresso portatore

o elemento di sopraffazione e nuovo orrore.

L’umanità troppo spesso si sente superiore

credendo che il mondo intero le debba portare onore,

ma in realtà sta solo dimenticando

il legame con la natura che sta dilaniando.

Troppo spesso si decide di non imparare

quello che gli antichi hanno da insegnare,

causando disastri immensi

che portano a dolori intensi

in chi è sopravvissuto,

che continua a cercare risposte e aiuto.

Ma se solo ci fermassimo a pensare

e dall’intelligenza e dai sentimenti guidare

solo allora potremmo ritrovare l’essenza animale

che è un tutt’uno con il suo elemento naturale,

ritornando così ad amare

la Terra che dovremmo proteggere e ammirare.

Giulia Libulli

“L’odio”

L’odio è la faccia opposta dell’amore

e lo provo quando viene spezzato il mio cuore

in mille frammenti indistinti,


Thomas Saliot

che di sangue e lacrime si sono tinti.

Questo dolore mi trafigge nel profondo

facendo cadere a pezzi il mio mondo,

è un pensiero costante

che mi affligge in ogni istante.

Non percepisco più quel che mi circonda

e mi sento trasportare alla deriva come da un onda,

finendo sempre più per sprofondare

e cominciando a non riuscir più a respirare.

Giulia Libulli

“Il cambiamento”

Il cambiamento mi ha sempre ossessionato,

perché mi ha sempre profondamente spaventato

il perdere ogni mia sicura certezza

per il piacere di qualche sconosciuta ebrezza.

Ma in questo modo ho sempre evitato

di provare tutto quel che mi ha sempre affascinato,

pensando che leggere o guardare fosse sufficiente

ad appagare i sogni e le fantasie della mia mente.

Però stavo solo a me stessa mentendo,

perché restando ferma non stavo ottenendo

quello in cui avevo profondamente sperato

solo per paura di commettere qualcosa di sbagliato.

Stavo rinunciando a vivere delle storie affascinanti

non esponendomi troppo a relazioni importanti

con persone che avrebbero cambiato il mio avvenire

perché non avevo il coraggio di soffrire.

Ma così stavo solo me stessa punendo

sapendo perfettamente che mi stavo perdendo

la possibilità di cercare per me un po’ di felicità

e di riportare in me stessa un po’ di vitalità,

che per me è la vera essenza

che plasma la mia intera esistenza.

Giulia Libulli

“Il coraggio”


“Mia e il leone bianco” di Antonio Autieri

Il coraggio non equivale ad essere puri di cuore

o del pericolo non aver timore;

è riconoscere di aver paura

sapendo che è una emozione che non dura,

perché da essa non devi lasciarti fermare

per difendere ciò che per te è importante amare.

Il coraggio lo puoi trovare in chi ti è vicino

e vuole aiutarti a percorrere il tuo cammino,

o lo puoi in te stesso cercare

per riuscire un ostacolo a superare.

Lo puoi provare affrontando anche le piccole cose

che tu hai la sensazione che per te siano rischiose,

perché ti espongono pubblicamente

ad un giudizio opprimente.

Ma se tu hai la forza di rischiare

alla fine potresti trovare

qualcosa che rianimi la tua vitalità,

perché è questo il segreto della felicità.

Giulia Libulli

“La verità”

La verità è una cosa difficile da dire,

perché molto spesso non si riesce neanche a definire.

Spesso la si nasconde per evitare di soffrire,

pensando che omettere non equivalga a mentire;

ma la verità ha la propensione a tornare

come un fiume in piena che non si può arrestare,

perché spazza via tutti gli ostacoli che ha davanti

lasciando dietro di se molti cuori infranti.

Quindi per paura potremmo commettere un errore

pensando che un po’ di male giustifichi un bene superiore.

Anch’io devo ammettere che a volte l’ho evitata

credendo che poi a tempo debito l’avrei svelata,

ma più si va avanti più è difficile da rivelare

perché si teme che la fiducia nell’altro venga a mancare.

Però alla fine bisogna trovare il coraggio di affrontare

quello che altrimenti ci continuerebbe a tormentare,

così che la stima in noi stessi possa continuare

perché pensiamo veramente che ce la possiamo meritare.

Giulia Libulli

“L’attesa”

L’attesa ha due diversi volti,

dai quali ci sentiamo spesso travolti,

che si intrecciano irrimediabilmente

e in opposizione si riflettono costantemente,

rappresentando due lati della nostra vera essenza,

che influenzano involontariamente la nostra intera esistenza.

Da una parte l’attesa può essere snervante

e senti passare ogni piccolo istante,

come se tutto si fermasse in un momento

e il mondo si muovesse molto più lento.

Dall’altra l’attesa può essere entusiasmante

e rendere l’incontro ancora più appagante,

al pensiero che ti invade in modo incessante

che la tua vita può sempre cambiare e diventare più interessante.

Questo è un gioco che continua

e che nella tua mente si insinua,

per dirti silenziosamente

che il tempo non lo puoi controllare con niente,

perché è qualcosa di potente

che regna su tutti perennemente.

Giulia Libulli

“Sirene”

Ci si immerge nel loro canto

alla ricerca di un qualche tipo di emozione

libera dal dominio della ragione,

che la opprime sotto il suo oscuro manto.

Nel desiderio di un qualche umano contatto

ci si bagna nel nostro stesso pianto

che delle sirene è il vanto

quando compiono il loro crudele atto.

Loro sono dotate della più letale bellezza

che contraddistingue la loro essenza

schiacciando la nostra fragile esistenza

del tutto priva di un’aggraziata purezza,

che sotto questo freddo sole

dove ogni nostro pensiero è smascherato

il nostro spirito viene risollevato

mentre nella nostra mente il rimorso duole.

Giulia Libulli

“Anima ferina”

Fuggo il tuo sguardo,

trattenendo il respiro suadente

sapendo che è un emozione che mente,

mentre nel mio corpo ardo.

Riconoscendo che è un errore

vado nella notte cercandoti

e nel mio cuore sognandoti,

sfidando quelle ombre che fanno timore.

Conosco il mio spirito irrequieto


Christoffer Wilhelm Eckersberg, Woman standing in front of a mirror, 1841.

che anche nel più sbagliato contesto

mi trasporta verso l’ignoto desto

che attende solo l’indefinito veto,

portando con sé un giudizio distante

non ascoltato dal mio occhio allarmato

che il contatto ha sempre desiderato

percuotendomi in ogni suo istante.

Raggiuntoti attraverso la tua porta

mi sento come liberata

e la mia anima risollevata,

quando esprimo quella sensazione sorta

dopo quell’incontro fortuito

dovuto a quelle parole

che dette da sole

stimolano il mio inconscio intuito.

Con la mia essenza ferina

nel silenzio ti afferro

e tra i miei sospiri ti atterro,

riportando alla luce cosa si confina

dietro le tue sembianze galanti

che mascherano quel valore intenso

che nell’esplicito consenso

si mostra agli arrendevole amanti.

Giulia Libulli

“L’anima dell’arte”

L’arte ti può riportare

alla serenità che stavi per abbandonare,

mostrandoti nuovi universi

che nel tuo cuore erano sommersi.

Basta il suono di un pianoforte

per poter cambiare la tua sorte,

bastano le vibrazioni di una chitarra o un violoncello

per comunicarti ciò che per te è bello.

Un bel libro ti può trasportare

in nuovi mondi da esplorare

e basta l’odore della sua carta a risvegliare

memorie e sogni che pensavi di non poter più provare.

Queste cose le puoi ritrovare

anche in un bel disegno da ammirare,

che ti porta a riscoprire pian piano

i desideri che la tua anima tiene ancora per mano.

L’arte è la voce che rappresenta l’intera umanità

ed è il simbolo di potere e umiltà,

può risvegliare in noi gradite sensazioni

o riportare a galla spiacevoli emozioni,

che per un attimo offuscano la tua mente

lasciando in te un segno permanente.

Giulia Libulli

Protetto: “Tra le onde del mare”

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