“Il tormento nelle tenebre”

Calano le tenebre sulla città addormentata,

che la notte tiene velata

sotto un manto di solitudine e terrore,

che ti attanaglia per molte ore.


Johann Heinrich Fussli – Der Nachtmahr (1790/1791)

Sai che presto giungerà

quell’angoscia che ti prenderà,

senza darti il tempo di pensare

o anche solo immaginare

qualcosa di piacevole da fare

perché ti possa dall’oscurità salvare.

Ma quando giunge il sogno tanto sperato

per te finisce la pena a cui eri condannato

di un tormento interiore

per un passato errore.

Nel tepore di queste immagini profonde

tutto si confonde

per portarti via in un altro universo

più immenso di quello in cui sei immerso,

e se anche un incubo ti trattiene

al tuo risveglio svaniscono le tue pene.

Giulia Libulli

“Sogno infantile”


Edward Henry Potthast – Ring around the Rosie (1910)

Dove sono finiti quei giorni giocosi

ed i pensieri meravigliosi

nascosti nella mia mente tormentata

dai dolori e dispiaceri di una vita passata.

Ma quando la mia memoria torna a riapparire

la mia anima si apre di nuovo all’avvenire,

come quando la fantasia era la regina

e io la sua “imperatrice bambina”.

La mente mia ricomincia a vagare,

come se stesse di nuovo a sognare,

e le risate tornano a brillare

e la tristezza mi dovrà abbandonare.

La vita mi ricomincia ad affascinare

e mi pare quasi di volare

lontano dall’umana sofferenza

per vivere una nuova esistenza.

Giulia Libulli

Poesia dedicata al film del 1984 “La storia infinita” di Wolfgang Petersen, tratto dell’omonimo romanzo di Michael Ende.

“Claddagh ring”

Nei lontani paesi del vecchio mondo,

nascosti nelle terre del nord più profondo,

si narrano storie incantate

che fino a noi sono arrivate.

Per i celti il simbolo dell’amore

era il “Claddagh ring”, l’anello del cuore.

Quando una donna lo metteva al dito

assumeva un significato ben definito:

a destra viene indicato

che sei libera se verso l’esterno è posizionato,

ma quando un fidanzamento sta per iniziare

verso l’interno lo devi ruotare;

invece a sinistra lo dovrai spostare

quando a nozze stai a convolare,

ma se verso l’esterno il cuore si volta

è perché la tua metà ti è stata tolta.

Giulia Libulli

“Un libro”

Un libro ti apre a un mondo inesplorato,

che ti rapisce lasciandoti meravigliato

e immagini di vivere una storia affascinante,

che ti porta al desiderio importante

di fare sempre nuove esperienze

per ampliare le tue conoscenze,

che allontanino quell’orizzonte già esistente

che è solo un prodotto della tua mente.

Giulia Libulli

“I famigli”

La loro tenerezza ti riscalda il cuore

se gli dimostri un semplice gesto d’amore,

perché tutto quello che desiderano fare

è soltanto con te stare,

che gli dai ogni tanto una carezza

e li fai sentire importanti con un po’ di tenerezza.

L’amore a loro donato

viene sempre ricambiato,

perché il loro affetto è senza condizione

e non è importante la tua situazione:

nel bene e nel male che vivrai

sempre il loro sostegno avrai.

Giulia Libulli

“La trapezista”


Trapezista di Pier Camarda

A volte mi sembra di vivere in un enorme circo itinerante

che continua a viaggiare in modo incessante,

pieno di pagliacci e giocolieri

di cui non conosco gli oscuri pensieri.

Io mi sento come un’acrobata sul trapezio,

sempre in volo tra complicità e screzio,

come succede nell’amore,

sempre con la paura commettere un errore

e perdere il brivido di quell’emozione

che tanto in alto sul mondo mi pone.

Temo di perdere la presa

e tornare alla realtà a cui mi ero arresa,

cadendo nel vuoto che ho attorno

senza nessun ritorno.

Ma lo spettacolo deve continuare

e la paura non mi deve fermare

dal vivere questa sensazione,

che è il motore che mi mette in azione,

grazie ad una fiducia smisurata

in chi mi è accanto e mi ha sempre amata.

Giulia Libulli

“L’oscurità dentro di me”

Chiusa in profondità

provo una immensa vulnerabilità ,

che non riesco a definire

ma che tutto distorto mi fa apparire.

I pensieri si confondono nella mia mente

e mi sento sola e persa immediatamente,

come se una oscura forza mi avesse presa

e contro tutti mi scateno per difesa.

Questa forza mi possiede pienamente

e mi causa un ira furente,

che ferisce chi ho vicino

e intralcia il mio cammino.

Ma quando mi riesco a rasserenare

capisco che è nella mia testa il nemico da annientare,

che mi tormenta in ogni istante

rendendo le mie buone opere infrante.

Giulia Libulli

“Come il mare”

Se esistesse un elemento naturale a me similare,

a cui la mia anima si può avvicinare,

sarebbe l’immenso mare impetuoso,

sempre mutabile e voluttuoso.

La mia ira sembra spaventosa

come una tempesta tumultuosa,

che i marinai su cui si abbatte fa affogare

e causa danni che non sempre si possono riparare.

Ma anche nella calma apparente

si nasconde una forte corrente,

che sa rapire e portar lontano la mia mente

come un vortice tortuoso e sconvolgente.

Ma vi sono anche acque sicure

custodite e protette da amorevoli cure,

nella cui tranquillità si può nuotare

e permettere a chi vuole conoscermi di navigare.

Giulia Libulli

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